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LA CRISI E' DIFFICILE, CONOSCERLA PER USCIRNE |
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sabato 17 luglio 2010 |
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"La Crisi è difficile, conoscerla per uscirne. Come difendere le aziende del nostro territorio e salvare i posti di lavoro". Questo il titolo del convengno sul quale si sono misurati su invito del nostro presidente Bruno Arrighini, nell'auditorium dell'OMR , l'0n. Stefano Saglia, sottosegretario al ministero allo sviluppo economico, l'assessore provinciale Giorgio Bontempi, il vicepresidente dell'A.I.B. Bruno Bertoli e il segretario provinciale della CISL Renato Zaltieri.
Cosa fare di concreto per cercare di contenere i danni della recessione economica e fare in modo di lasciarsela il più velocemente possibile alle spalle, quali idee proporre alle istiituzioni affinchè venga studiato un piano di sostegno alle aziende locali, soprattutto quelle medie e le piccole, e perchè vengano tutelati i lavoratori dipendenti: Questi, in estrema sintesi, sono stati punti di partenza dell'incontro "La crisi è difficile, conoscerla per uscirne. Come difendere le aziende del nostro territorio e salvare i posti di lavoro", che si è tenuto sabato 3 luglio 2010, a Rezzato nell'auditoruim della OMR, Officne meccaniche rezzatesi.
Alla discussione, organizzata da Asimpre, sono intervenuti Bruno Bertoli, vice presidente dell'associazione industriale bresciana, Giorgio Bontempi, assessore provinciale alle Attività produttive e Lavoro, l'onorevole Stefano Saglia, sottosegretario di Stato allo Sviluppo economico, e Renato Zagltieri, segretario generale della Cisl di Brescia.
A moderare la discussione è stato Renato Andreolassi, giornalista del Tg 3, mentre a introdurre è stato Bruno Arrighini presidente Asimpre.
<<l'obiettivo di fondo della nostra iniziativa -spiega Arrighini- era far sentire la ostra voce per stimolare le rappresentative istituzionali, sindacali e tutti i soggatti interessati, affinchè si trovino soluzioni concrete per arginare la crisi a livello regionale. Il circoscrivere la questione alla Lombardia non è stato dettato da motivi di campanilismo o egoismo imprenditoriali, ma è dipeso solo dal fatto che siamo un' associazione locale e non abbiamo la presunzione di voler intervenire in contesti che non conosciamo.
Venendo al dibattito, è emerso che, sì, cominciano ad arrivare segnali di ripresa, ma, nello stasso tempo, è stato sottolineato che la ripresa non permetterà di riassorbire le risorse perdute, di tornare alla situazione pre-crisi.
Le difficoltà non hanno riguardato, nella stessa misura, tutte le imprese; in ogni caso, le piccole e medie aziende sono anche nelle condizioni di poter impegnarsi in assunzioni ma non lo fanno perchè non hanno garanzie sul futuro>>.
Proprio in merito a quanto si potrà verificare nei tempi a venire, l'attenzione del folto e partecipe pubblico è stata massima: << Il punto - continua Arrighini - è salvare contemporaneamente le aziende e il lavoro: occorre una politica industriale più elastica e più legata al territorio, che sostenga gli imprenditori lombardi nel garantire posti di lavoro. In concreto, è necessatio incentivare le assunzioni soprattutto dei giovani con contributi statali che rendano possibile contratti atermine , su kisura. Bisogna offrire l'opportunità, a chi è sotto i 25 anni, di dare prova delle proprie capacita professionali e, da lì, iniziare un rapporto lavorativo che possa diventare duraturo perchè e aziende necessitano di maestranze capaci. Allo stesso modo, occorre agevolare, con sgravi fiscali, le assunzioni dei cassa integrati e non solo di chi è in mobilità. Il gettito fiscale delle imprese della Lombardia è di gran lunga il maggiore in Italia, lo Stato dovrebbe tenerne maggiormente conto >>
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